Il capannone
Si comincia da una gabbia
Ordinate e chiglia si montano sull’invaso. Per sei settimane lo scafo non ha ancora una forma.

Castellammare di Stabia
Tre modelli in gamma e scafi su misura fino a ventotto metri.
Il cantiere
Sette passaggi, nell’ordine in cui succedono davvero.
Il capannone
Ordinate e chiglia si montano sull’invaso. Per sei settimane lo scafo non ha ancora una forma.

Il legno
Tavola per tavola, e ogni giunto si prova a secco prima di incollarlo.

L’acciaio
Serbatoi, basamenti e pulpiti si saldano in cantiere: a catalogo non esiste la misura giusta.

Gli impianti
Impianti, coibentazione e paratie si chiudono in quest’ordine: riaprirle dopo costa il doppio.

La finitura
Fra una mano e l’altra si carteggia a mano. È la parte che nessuno vede e che tutti toccano.

Il varo
Il travel lift del cantiere porta ottanta tonnellate. Oltre, si vara con la gru del porto.

Il mare
Collaudo, taratura delle eliche e una traversata vera prima della consegna.

La gamma
I disegni stanno nella stessa proporzione delle barche vere: è l’unico modo per capire cosa cambia fra un 42 e un 76.
Nessuno dei tre esce due volte uguale. La gamma è il punto di partenza del disegno, non un catalogo da spuntare.
Cosa facciamo

01
Dal disegno al collaudo. Da dodici a ventotto metri, in composito o in legno.
Come si comincia
02
Scafo, impianti e coperta. Si apre, si guarda, e solo dopo si fa il preventivo.
Come lavoriamo
03
Falegnameria navale su disegno, anche per conto di altri cantieri.
Cosa costruiamo
04
Manutenzione programmata, alaggio, ricovero al coperto e messa in acqua.
Cosa comprendeIl capannone



Duemilaquattrocento metri quadri e quattordici metri sotto trave: lo scafo entra come una gabbia di ordinate ed esce che naviga. Nessuna lavorazione esce dal cantiere, nemmeno la falegnameria.
Una barca la giudichi dopo dieci anni, non al salone. Noi le rivediamo tutte, e si vede subito dove avevamo avuto fretta.
Domande
Da quattordici a ventidue mesi, secondo la lunghezza e quanto è personalizzata la coperta.
I mesi non si comprimono pagando di più: si comprimono solo decidendo prima.
Sì, su appuntamento, anche prima di parlare di preventivi. In capannone c’è quasi sempre uno scafo aperto, ed è il modo più veloce per capire come lavoriamo.
Sì: refit, allestimenti e rimessaggio valgono per qualsiasi scafo.
La falegnameria lavora anche in conto terzi, per altri cantieri.
Tutt’e due. Lo scafo è in composito con anima in PVC; coperta, arredi e finiture sono in legno massello e lamellare.
Il legno non è nostalgia: sopra i venti metri, in coperta, resta il materiale che invecchia meglio.
Il primo passo
Metri, uso previsto e quando vorreste essere in acqua. Con quelle tre cose si capisce già se possiamo esservi utili.