Uno yacht bianco fermo sull’acqua immobile, con il cielo chiaro dell’alba.

Castellammare di Stabia

Un varo alla volta.

Tre modelli in gamma e scafi su misura fino a ventotto metri.

Il capannone del cantiere in controluce, con uno scafo sui ponteggi.

Il cantiere

Quattordici mesi, in venti secondi

Sette passaggi, nell’ordine in cui succedono davvero.

Il capannone

Si comincia da una gabbia

Ordinate e chiglia si montano sull’invaso. Per sei settimane lo scafo non ha ancora una forma.

Lo scafo sui ponteggi dentro il capannone, controluce dalle vetrate ad arco.

Il legno

Il fasciame si accosta a mano

Tavola per tavola, e ogni giunto si prova a secco prima di incollarlo.

Le mani di un falegname che passano la pialla su una tavola, fra gli scalpelli.

L’acciaio

Poi arriva il ferro

Serbatoi, basamenti e pulpiti si saldano in cantiere: a catalogo non esiste la misura giusta.

Scintille che cadono lungo la fiancata dello scafo durante la saldatura.

Gli impianti

Prima i cavi, poi i mobili

Impianti, coibentazione e paratie si chiudono in quest’ordine: riaprirle dopo costa il doppio.

La plancia in legno e la dinette in pelle chiara, con la luce che entra dalle vetrate.

La finitura

Nove mani di vernice

Fra una mano e l’altra si carteggia a mano. È la parte che nessuno vede e che tutti toccano.

Una mano che scorre lungo il corrimano di mogano lucidato.

Il varo

Fuori dal capannone

Il travel lift del cantiere porta ottanta tonnellate. Oltre, si vara con la gru del porto.

Lo scafo finito sul piazzale davanti al portone aperto del capannone.

Il mare

Poi si prova, per due settimane

Collaudo, taratura delle eliche e una traversata vera prima della consegna.

Lo yacht in navigazione al tramonto, con la scia lunga dietro.
  1. Il capannone
  2. Il legno
  3. L’acciaio
  4. Gli impianti
  5. La finitura
  6. Il varo
  7. Il mare

La gamma

Tre scafi, disegnati in scala

I disegni stanno nella stessa proporzione delle barche vere: è l’unico modo per capire cosa cambia fra un 42 e un 76.

  1. Ondina 42

    Day cruiser

    Fuori tutto
    12,90 m
    Baglio
    4,10 m
    Motori
    2 × 600 cv fuoribordo
    Posti letto
    4
    Scheda del modello
  2. Stabia 58

    Cabinato da crociera

    Fuori tutto
    17,60 m
    Baglio
    5,05 m
    Motori
    2 × 1.200 cv entrobordo
    Posti letto
    6
    Scheda del modello
  3. Vulcano 76

    Flybridge custom

    Fuori tutto
    23,10 m
    Baglio
    6,20 m
    Motori
    2 × 1.900 cv entrobordo
    Posti letto
    8
    Scheda del modello

Nessuno dei tre esce due volte uguale. La gamma è il punto di partenza del disegno, non un catalogo da spuntare.

Il capannone

Tutto sotto lo stesso tetto

Un saldatore al lavoro, con le scintille nella penombra dell’officina.
La ruota del timone in legno e ottone su una plancia.
Il pozzetto di guida in legno con la strumentazione, aperto sul mare.

Duemilaquattrocento metri quadri e quattordici metri sotto trave: lo scafo entra come una gabbia di ordinate ed esce che naviga. Nessuna lavorazione esce dal cantiere, nemmeno la falegnameria.

  • Falegnameria, carpenteria metallica e verniciatura in casa
  • Travel lift da ottanta tonnellate sulla banchina del cantiere
  • Quaranta posti a terra al coperto per il rimessaggio
Il cantiere
1972
Anno di fondazione. Siamo alla terza generazione.
118
Scafi varati, dal primo a oggi.
2.400m²
Capannone, con quattordici metri sotto trave.
34
Persone, quasi tutte in produzione.

Una barca la giudichi dopo dieci anni, non al salone. Noi le rivediamo tutte, e si vede subito dove avevamo avuto fretta.

Salvatore EspositoMaestro d’ascia

Domande

Le prime che ci fanno

Quanto ci vuole a costruire una barca?

Da quattordici a ventidue mesi, secondo la lunghezza e quanto è personalizzata la coperta.

I mesi non si comprimono pagando di più: si comprimono solo decidendo prima.

Si può vedere il cantiere?

Sì, su appuntamento, anche prima di parlare di preventivi. In capannone c’è quasi sempre uno scafo aperto, ed è il modo più veloce per capire come lavoriamo.

Lavorate anche su barche non vostre?

Sì: refit, allestimenti e rimessaggio valgono per qualsiasi scafo.

La falegnameria lavora anche in conto terzi, per altri cantieri.

Costruite in legno o in vetroresina?

Tutt’e due. Lo scafo è in composito con anima in PVC; coperta, arredi e finiture sono in legno massello e lamellare.

Il legno non è nostalgia: sopra i venti metri, in coperta, resta il materiale che invecchia meglio.

Il primo passo

Parlateci della barca che avete in testa

Metri, uso previsto e quando vorreste essere in acqua. Con quelle tre cose si capisce già se possiamo esservi utili.