Il cantiere

Cinquantaquattro anni sulla stessa banchina

Tre generazioni, un capannone che è cresciuto due volte, e la stessa idea: la barca si costruisce dove si vara.

Dal
1972
Persone
34
Scafi varati
118
Capannone
2.400 m²
Il capannone del cantiere con gli scafi a terra e il banco da lavoro.

Chi

Trentaquattro persone, quasi tutte in produzione

L’ufficio è di quattro persone. Gli altri trenta stanno in capannone, ed è dove si trovano anche i titolari.

Marco Pascucci segue la direzione tecnica e i cantieri in corso. Elena Pascucci tiene i rapporti con gli armatori dal primo incontro alla consegna. Salvatore Esposito è maestro d’ascia dal 1989 e ha messo le mani su settanta dei centodiciotto scafi varati.

Non abbiamo una rete commerciale. Chi chiama parla con chi costruisce, e questo rallenta le risposte in stagione.

Le mani di un falegname con la pialla su un legno curvo.
Le scintille della saldatura nella penombra.

Le regole

Quattro cose che non cambiamo

Non sono valori: sono decisioni prese una volta, che costano ogni anno.

  • Una barca nuova per volta per squadra, mai due
  • Nessuna lavorazione strutturale esce dal cantiere
  • Il preventivo di peso si firma insieme, prima del contratto
  • Se sbagliamo noi, si rifà e non si discute di chi paga

Mio nonno diceva che una barca è finita quando non ti viene più voglia di toccarla. Non è mai successo, in cinquant’anni.

Elena PascucciTerza generazione
80t
Portata del travel lift in banchina.
40
Posti a terra al coperto per il rimessaggio.
14m
Altezza sotto trave del capannone.
11
Essenze tenute a magazzino in falegnameria.

Visite

Il capannone si visita su appuntamento

Anche senza un progetto in mente. Un’ora fra gli scafi aperti chiarisce più di un catalogo.